
(Templari banchieri)
Dopo il ritiro dalla Terrasanta in conseguenza della conclusione del periodo delle Crociate, l'Ordine del Tempio focalizza la sua attenzione sulle attività finanziarie in Occidente. Tale attività veniva già svolta dai Cavalieri durante la loro permanenza in Oriente per movimentare le risorse economiche a servizio della loro causa. I Templari sono stati pellegrini, guerrieri e ora li vediamo nella nuova veste di Templari banchieri; essi furono i precursori dei moderni strumenti finanziari e delle attuali banche, gestivano ingenti risorse economiche per i loro clienti fra i quali vi erano anche Papi e Re.
Il Basso Medioevo e le attività finanziarie in Occidente
Durante il Basso Medioevo, lo sviluppo delle attività bancarie in Occidente avvenne con un certo ritardo rispetto a quanto accadeva nell'Oriente ove possiamo trovarne delle tracce già prima dell'anno 1000.
In Europa dobbiamo attendere il XII secolo per vedere lo svilupparsi degli strumenti bancari, anche se in forma del tutto embrionale erano già presenti delle forme di commercio già a partire dall'XI secolo.
Tale ritardo nello sviluppo delle attività commerciali, fu dovuto anche all'impostazione data dalla Chiesa la quale era contraria sul piano morale al fatto che “i soldi potessero produrre altri soldi” e tale pratica veniva associata al peccato di avarizia e i mercanti considerati usurai.
Il commercio, infatti, si basava sul rapporto credito-prestito alla base del quale vi era l'"interesse" che, appunto, la Chiesa condannava.
Soltanto successivamente, fra il '200 e il '400 vi fu un ripensamento per cui venne fatta una distinzione fra l'usura e il credito: la prima intesa come puro prestito di denaro da restituire con l'interesse (e quindi da condannare), mentre il secondo come il giusto indennizzo del prestatore di denaro il quale lo avrebbe potuto allocare in altro modo.
E' proprio in questo periodo che possiamo inquadrare l'epoca dei Templari, durante i secoli XII e XIII, e il loro ruolo anche nei confronti della Chiesa la quale in assenza di banche non sarebbe riuscita a sostenere la propria struttura amministrativa, per la raccolta delle decime, ma anche per portare avanti le sue battaglie politiche e religiose.
La Chiesa iniziò ad usare lo strumento dei contratti con Urbano II (1261 – 1264), raggiungendo la massima espansione con Bonifacio VIII (1294 – 1303), per poi andare incontro ad un declino con Clemente V (1305 – 1314).
Lo sviluppo del commercio e il ruolo dei Templari banchieri
Possiamo datare l'inizio delle pratiche commerciali a partire dalla Terza Crociata, quando Riccardo Cuor di Leone riconquistò la città di Acri dapprima caduta in mano musulmana.
Acri, infatti, andò incontro ad un enorme sviluppo demografico ed economico divenendo un vero e proprio centro d'affari: i mercanti disponevano di capitali da dare in prestito, il denaro proveniva dalle donazioni ed era portato anche dai pellegrini che andavano in Terrasanta, oltre ai capitali che provenivano dall'Occidente per la difesa del Regno.
Un punto di svolta che segnò la presenza della Chiesa nella città di Acri, vi fu con Urbano IV (1261 – 1264) il quale, avendo già maturato esperienza di quei luoghi quando li aveva visitati come Patriarca di Gerusalemme, capì l'importanza di unire lo Stato alla finanza dando vita al più grande sistema politico e finanziario d'Europa.
L'Ordine del Tempio aveva come scopo principale la difesa della Terrasanta e del Santo Sepolcro oltre alla riconquista della Penisola Iberica nelle mani dei Mori.
Per assolvere a questa funzione, l'Ordine Templare aveva bisogno di risorse economiche e dovette dedicarsi allo svolgimento di attività produttive e finanziarie che coinvolsero tutto l'Occidente cristiano.
Tale attività era finalizzata a produrre e fornire beni che supportassero la loro presenza in Terrasanta; i profitti che l'Ordine realizzava non potevano essere di natura personale ma venivano impiegati per le esigenze militari, mostrando in tal senso che era un'organizzazione senza scopo di lucro.
Le risorse economiche dell'Ordine avevano come fonte le terre che i Cavalieri Templari coltivavano ovvero le entrate derivanti dalle terre date in conduzione ai contadini. Il loro impiego era prevalentemente indirizzato all'acquisto del ferro, legno e armi per equipaggiare i Cavalieri in combattimento e per far fronte alle spese amministrative necessarie ad assicurare il funzionamento delle Precettorie in Occidente.
I Templari banchieri e le attività finanziarie
Le attività finanziarie svolte dall'Ordine erano inizialmente volte ad assicurare un luogo sicuro ove custodire beni preziosi dei suoi clienti; successivamente si passò ad amministrare anche i depositi degli stessi che presso i Templari avevano dei veri e propri conti correnti consentendo ciò di ritirare denaro ed effettuare pagamenti attraverso delle semplici “lettere”.
Avendo tali disponibilità di denaro, l'Ordine iniziò anche a concedere dei prestiti ai pellegrini, ai Crociati ma anche al Clero e ai Re, funzionando inoltre come un'esattoria per la riscossione di debiti, decime e tributi.
La prima fonte di entrate di cui l'Ordine poteva godere era data dalle donazioni sia di terre che di case rurali da parte di coloro che entravano al suo interno o che vi si associavano come professione di un voto di povertà; altre donazioni come rendite o patrimoni ma anche piccole cose come attrezzi e armi, provenivano da tutto l'Occidente per sostenere la causa in Terrasanta.
Oltre a queste, meritano attenzione anche le entrate provenienti dai privilegi concessi dai Papi dal XII fino al XIII secolo come l'esenzione dalle decime, dalle tasse, dalle gabelle dovute al Clero e dalle imposte dovute ai Re.
Vista l'insufficienza delle rendite percepite dall'Ordine per far fronte alle necessità in Oriente, per incrementare i profitti i Cavalieri Templari si interessarono anche allo svolgimento di attività finanziarie, sviluppando un'economia basata sul commercio.
Classificazione delle attività finanziarie
Esempi di attività finanziarie svolte dai Templari erano i depositi che i pellegrini facevano presso le loro sedi, le “lettere di cambio” che prevedevano la consegna del denaro al Tempio da parte dei pellegrini e a questi veniva rilasciata una lettera con indicato l'importo depositato. Il pellegrino poteva partire per la Terrasanta senza vere con se del denaro e una volta giunto a destinazione presentava la lettera ai Templari del luogo e riceveva in cambio il denaro nella valuta locale, quindi i Templari svolgevano anche un servizio di cambio valuta.
- Depositi regolari di denaro nelle Case del Tempio
- Depositi di gioielli, oggetti preziosi e titoli
- Depositi irregolari, conti correnti aperti ai clienti
- Prestiti e anticipazioni
- Garanzie
- Custodia e consegne
- Pagamento di rendite e donazioni
- Trasporto di denaro a distanza
Deposito di denaro nelle Case del Tempio
Vista la sicurezza che garantivano le residenze dei Templari, vere e proprie fortezze, le persone che volevano proteggere i loro averi da furti li davano in custodia all'Ordine che assolveva ad una funzione simile alle moderne cassette di sicurezza.
Deposito di gioielli, oggetti preziosi e titoli
Il deposito di gioielli era simile a quello in denaro e spesso serviva a garantire i prestiti su pegno. Analogo discorso vale per i titoli che costituivano rendite e proprietà oppure i testamenti per i quali i Templari ne divennero anche esecutori.
Depositi irregolari, conti correnti aperti ai clienti
Il deposito si definisce irregolare quando è data la facoltà al depositario di servirsene. La mera custodia del denaro fu presto superata con l'amministrazione dei depositi per conto dei clienti che potevano disporre di un vero e proprio conto corrente ovvero ritirare il denaro ed effettuare pagamenti attraverso delle lettere indirizzate al Tesoriere del Tempio. Il conto corrente funzionava similmente a quelli di oggi: il denaro proveniente dalle rendite di proprietà veniva accreditato, i debiti e le spese venivano pagati dai cassieri del Tempio. Tutte le operazioni come riscossioni, pagamenti, rimborsi, prestiti e donazioni venivano registrate sul conto. Fra i correntisti del Tempio vi era anche la Santa Sede e i Templari si occupavano della riscossione di alcuni proventi a beneficio del Papato.
Prestiti e anticipazioni
La disponibilità di ingenti somme di denaro permise all'Ordine del Tempio di iniziare a svolgere anche delle operazioni di prestito a persone di cui era nota la loro solvibilità. I fondi utilizzati per i prestiti potevano essere di proprietà dell'Ordine oppure dei suoi clienti e attraverso di essi fu possibile prestare denaro a Re, nobili, mercanti e pellegrini. C'era, però, il problema dovuto all'interesse che abbiamo già detto la Chiesa condannava: esso veniva mascherato nell'operazione effettuata visto che era noto l'ammontare da restituire ma non quanto era stato depositato.
Garanzie
Il Tempio iniziò anche a fungere da garante per persone che avevano bisogno di un prestito o che avevano obblighi verso terzi, pertanto diventavano fideiussori in caso di mancato pagamento alla scadenza.
Custodia e consegne
Si tratta del servizio di custodia di denaro, oggetti preziosi e documenti presso le Case dell'Ordine di cui furono beneficiari in particolar modo i Crociati e i pellegrini che restavano anche per lunghi anni lontano dalle loro case.
Pagamento di rendite e donazioni
Le Case dell'Ordine erano simili ad uno sportello bancario ove si potevano pagare le rendite annuali, sia quelle dello stesso Tempio giacché era proprietario di terreni, case, ecc., sia le rendite annuali che il Tempio pagava per conto terzi.
Trasporto di denaro a distanza
Per evitare i rischi connessi al trasporto di denaro da un luogo ad un altro, il regolamento dei conti poteva avvenire anche a distanza: una volta che la persona era giunta a destinazione poteva reclamare il suo denaro presso le Case del Tempio, ma se il denaro non era disponibile alla destinazione allora era necessario trasportarlo. Attraverso delle navi, i Templari trasportavano il denaro sia per proprio conto, sia per conto di laici ed ecclesiastici. Infatti, anche il Papa si avvaleva delle navi Templari per trasportare i proventi delle imposte destinate al sostegno della Terrasanta.
I Templari banchieri a servizio della Chiesa e delle Corone
Attraverso i servizi dell'Ordine del Tempio, sia la Chiesa che le Corone potevano massimizzare i proventi delle tassazioni e razionalizzare le spese rendendo più efficace l'amministrazione dello Stato.
Riguardo i servizi prestati alla Chiesa, i Templari si occupavano della raccolta delle imposte, trasferimento di denaro, servizio di cambio valuta e prestiti in qualità di “Cubicularii”; i fondi da destinare in Terrasanta venivano depositati presso il Tempio di Parigi e poi trasferiti a destinazione.
I Templari, quindi, svolsero per i Papi una funzione di “Banchieri” fin dal 1143 e per un periodo di almeno 150 anni.
Anche per la Corona di Francia svolsero un analogo servizio di Templari banchieri: a partire dal regno del Re Luigi IX e fino al tempo di Filippo IV il Bello il Tempio di Parigi costituiva il centro dell'amministrazione dello Stato, riscuotendo le imposte , trasferendo capitali, pagando i vitalizi, ecc.
I Templarie e il tesoro di Filippo IV il Bello
Sotto Filippo il Bello, nel 1285, il tesoro era depositato nel Tempio di Parigi e i Templari si occupavano della sua amministrazione.
Le spese sostenute dalla Corona di Francia per far fronte alle guerre che stava conducendo, produssero una grave situazione finanziaria tanto da indurre il Re ad effettuare una riorganizzazione dello Stato. Si tramanda la storia che Filippo il Bello avrebbe preso in prestito dalla cassa del Tempio un importo di 400.000 fiorini d'oro all'insaputa del Gran Maestro Jacques de Molay; tale evento si ipotizza che abbia concorso al complotto ordito in seguito contro i Templari.
In questo periodo di crisi finanziaria il corso dell'oro aumentò provocando uno squilibrio dei prezzi di cui si avvantaggiò la borghesia a discapito dei nobili e del Clero; nel 1306, il popolo si rivoltò e Filippo il Bello fu costretto a rifugiarsi nel Tempio di Parigi.
Fino al giorno 13 ottobre 1307 quando Filippo il Bello diede ordine di arrestare tutti i Templari, questi avevano egregiamente espletato il loro compito di “banchieri armati”, la loro vocazione economica non fu mai rivolta all'ottenimento del mero profitto e il denaro non è mai diventato il loro padrone, semmai è sempre stato il loro servo.
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