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(Le Crociate e i Templari)

L'epopea dei Cavalieri Templari è profondamente intrecciata con le spedizioni di guerrieri dai paesi dell'Occidente per la conquista della Terrasanta che presero il nome di Crociate. Si possono contare otto Crociate nel corso dei secoli pur con notevoli differenze fra loro nel modo in cui vennero condotte e riguardo il successo ottenuto da ciascuna di esse. Sta di fatto che i Templari diedero un contributo determinante in varie occasioni sul campo di battaglia, la loro estrema disciplina li poneva in un ruolo di avanguardia e furono un esempio per l'intero esercito crociato.

Premessa storica sulle Crociate

Le Crociate in cui furono coinvolti i Templari erano conseguenza dell'ascesa dell'Islam che dopo la morte del suo fondatore il profeta Maometto nel 632 si diffuse rapidamente in Levante con la conquista anche dell'Europa. Inizialmente, cristiani, musulmani ed ebrei convissero pacificamente ma nell'XI secolo quando i primi tentarono di riappropriarsi di quelle parti dell'Europa in mani musulmane come l'odierna Spagna e la Sicilia, iniziarono a sorgere dei contrasti. Inoltre, per i cristiani Gerusalemme era considerata una città santa per lo svolgersi della vita di Cristo divenendo meta di pellegrinaggi; ma anche per i musulmani era un luogo santo poiché era qui che Maometto fosse asceso in cielo; stessa cosa per gli ebrei in quanto sede del Tempio di Salomone e di altri siti sacri al giudaismo. Gerusalemme, quindi, era la città più ambita per le tre religioni ma nel X secolo era nelle mani dell'Islam; nel 638 la città era stata tolta all'impero cristiano bizantino dagli arabi e da quel momento era rimasta in loro possesso.

L'appello di Papa Urbano II

Il 27 novembre 1095, in occasione del Concilio di Clermont, Papa Urbano II si rivolse al popolo con un discorso che infervoro gli animi di tutti gli ascoltatori, appellandosi ai presenti affinché si recassero in Terrasanta per riconquistare Gerusalemme che in quel momento storico era nelle mani dei turchi selgiuchidi, fu l'inizio del periodo storico delle Crociate.

Ebbe così inizio la Prima Crociata anche se questo termine non compare negli atti e nelle parole del Papa, preferendosi parole come "spedizione", "viaggio", "pellegrinaggio armato". Il termine "Crociata" verrà utilizzato solo qualche secolo dopo identificandosi con il nome della tassa per finanziare tale spedizione; fra le diverse Crociate che si succedettero nel tempo, la prima fu quella di maggior successo.

E' bene precisare, che l'obiettivo di Urbano II non era la conquista della Palestina, bensì dare una risposta alla richiesta di aiuto della delegazione inviata da Alessio I Comneno, in occasione del Concilio di Piacenza, ove veniva richiesto di intercedere presso la cristianità d'Occidente per reclutare nuove forze a supporto delle truppe dell'Imperatore contro il dilagare dei Selgiuchidi. In Occidente, nessuno ritenne di dover intervenire in Palestina sia perché era in mano musulmana da troppo tempo per pensare ad una riconquista dei luoghi santi della cristianità, ma neanche per una questione di scontro tra religioni visto che a quel tempo la religione musulmana era conosciuta dai latini solo in via approssimativa, dovendo attendere tra il 1122 e il 1156 per avere una traduzione scritta del Corano ad opera dell'Abate di Cluny Pietro il Venerabile.

La prima Crociata

L'esortazione di Urbano II venne accolta con successo soprattutto in ambiente aristocratico, piuttosto che fra i sovrani dell'epoca, la quale formò diversi contingenti sulla base della diversa provenienza geografica: c'era il contingente provenzale, quello capetingio, quello anglonormanno, quello lorenese e quello normanno; questi partirono per l'Oriente fra il mese di agosto e settembre del 1096. Questi contingenti marciarono a distanza di quante tempo l'uno dall'altro seguendo itinerari diversi per non incorrere in problemi di approvvigionamento; la spedizione vedeva impegnate 100.000 persone effettive che raggiunsero l'Impero Bizantino entro la primavera del 1097.

La prima città a cedere sotto la spinta dei cristiani d'Occidente fu Nicea il 19 giugno 1097. Nell'autunno dello stesso anno raggiunsero Antiochia assediandola con difficoltà per otto mesi e solo nel giugno del 1098 i normanni riuscirono ad entrare nella città ma a breve arrivarono rinforzi musulmani che assediarono a loro volta i cristiani; soltanto grazie alla carica della loro cavalleria riuscirono a respingere i Turchi e a consolidare la loro presenza nella città.

Gerusalemme verrà raggiunta nel giugno 1099, l'attacco decisivo avvenne da parte delle truppe di Goffredo di Buglione.

Gli Stati Crociati in Oriente

I cristiani avevano ora nelle loro mani la Città Santa e diedero vita agli stati crociati dove si erano insediati: la Contea di Edessa (fondata nel 1098), il Principato di Antiochia (fondato nel 1098), il Regno di Gerusalemme (fondato nel 1099), la Contea di Tripoli (fondata nel 1109), il Regno di Acri (fondato nel 1187) e il Regno di Cipro (fondato nel 1191).

Infatti, quando i Crociati conquistavano un'area vi istituivano uno Stato di tipo occidentale dividendo le spoglie fra i comandanti. Queste entità rimasero separate, creando così una situazione che avrebbe portato conflitti tra gli Stati crociati ma anche tra cristiani e musulmani all'interno della popolazione.

I sovrani di questi Stati erano di origine francese o normanna: i Re di Gerusalemme erano discendenti dei Conti di Boulogne, il Principe di Antiochia veniva dalla Sicilia normanna, i Conti di Tripoli discendevano dai Conti di Tolosa e i Conti di Edessa dai conti di Corbeil.

I Templari al servizio della Terrasanta

Dopo la conquista di Gerusalemme, molti Cavalieri considerarono conclusa la loro spedizione in Terrasanta avendo assolto ai loro obblighi cristiani; altri, invece, ritennero di dover restare per difendere i luoghi santi e i pellegrini che da Occidente iniziarono a venire in quei luoghi per visitarli mossi dalla loro fede e desiderosi di vedere di persona i luoghi ove il Cristo era vissuto e risorto.

Questi nuovi volontari al servizio della Terrasanta diedero origine a diversi Ordini religiosi con lo scopo di proteggere i pellegrini e i luoghi di culto; nacquero così i Canonici regolari del Santo Sepolcro di Gerusalemme nel 1099 ad opera di Goffredo di Buglione e successivamente San Giovanni dell'Ospedale e l'Ordine del Tempio da parte del cavaliere Hugues de Payns che visitò per la prima volta la Terrasanta nel 1104 al seguito del Conte di Champagne.

Si venne così a formare il gruppo dei primi Cavalieri Templari che la tradizione ci riporta essere in numero di nove: Hugues de Payns, Geoffroy de Saint-Omer, André de Montbard, Goudemar, Payen de Montdidier, Roral, Godefroy, Geoffroy Bissol, Archambeau de Saint Amant .

Questi rinunciarono al mondo e si consacrarono a Cristo con voti solenni pronunciati davanti al Patriarca di Gerusalemme assumendo l'impegno di difendere i pellegrini; questi Cavalieri osservavano i voti di povertà, castità e obbedienza secondo la Regola dei Canonici Regolari

Ad essi il Re Baldovino II diede un'ala del suo palazzo sulle rovine del Tempio di Salomone da cui poi Payns e i suoi compagni presero il nome di Cavalieri Templari.

Il riconoscimento della Chiesa dell'Ordine del Tempio

Hugues de Payns tra il 1127 e il 1129 si recò in Occidente per ottenere supporto alla sua causa sia in termini di adesioni alla sua confraternita, sia sostegno finanziario per far fronte alle esigenze economiche via via sempre più sentite.

Nel 1129 si tenne il Concilio di Troyes alla presenza di illustri personalità e al quale partecipò lo stesso Hugues de Payns; fra i risultati a cui giunse il Concilio vi fu la formale nascita dell'Ordine dei Cavalieri Templari sotto il patrocinio della Regola redatta da Bernardo di Chiaravalle.

La concessione dei privilegi papali

Il 29 marzo 1139, con la Bolla "Omne Datum Optimum" l'allora Papa Innocenzo II, conferì la totale indipendenza all'Ordine del Tempio sottoponendolo alla sola autorità del Papa; l'Ordine era esente dal pagamento delle tasse e poteva avere un proprio Clero. Nasce così una nuova categoria di fratelli Templari ossia i Cappellani che rendono il Tempio autonomo per la prassi liturgica.

A invitare Innocenzo II a pronunciarsi a favore dell'Ordine del Tempio è Roberto di Craon, colui che nel 1136 prese il posto di Hugues de Payns alla guida dell'Ordine.

Ottenuta la carica di Maestro, Roberto di Craon cerca di consolidare i risultati ottenuti dal suo predecessore, sia sul piano morale che spirituale. Fu così che, dopo dici anni dalla sua stesura, la Regola templare viene riformulata e tradotta dal latino al francese. Si tratta di una razionalizzazione dei temi affrontati nella Regola primitiva che ora vengono organicamente accorpati; vi furono anche delle modifiche al testo come, ad esempio, la possibilità per un Cavaliere scomunicato di entrare nel Tempio ma solo dopo che questi sia stato riammesso nella comunità dei fedeli; questo provvedimento sarà importante in prospettiva per la crescita dell'Ordine in termini di uomini.

La Bolla "Omne Datum Optimum" sarà solo il primo di una serie di documenti papali che nel corso degli anni andranno a beneficiare materialmente l'Ordine del Tempio.

Il 9 gennaio 1144, Papa Celestino II emana la Bolla "Milites Templi" con la quale concede delle indulgenze a coloro che fanno donazioni al Tempio e si riconosce la possibilità per i Cappellani dell'Ordine di celebrare messa una volta l'anno nelle chiese delle località colpite da interdetto.

Il 7 aprile 1145, Papa Eugenio III emana la Bolla "Militia Dei" con la quale amplia le disposizioni di Innocenzo II in merito all'uso delle chiese e dei cimiteri templari, favorendo l'afflusso delle offerte dei fedeli nelle casse dell'Ordine.

La seconda Crociata

La Contea di Edessa cadde nelle mani dei musulmani nel 1144 ad opera dell'atabeg Zengì il quale lascerà alla sua morte nel 1146 il dominio sulle terre conquistate a suo figlio Nur al-Din.

Papa Eugenio III, dopo aver appreso della caduta di Edessa, incita il Re di Francia a prendere la croce e riconquistare quanto è stato perduto, affidando la predicazione della spedizione a Bernardo di Chiaravalle. Fu lui a promuovere quella che passò alla storia come Seconda Crociata con lo scopo di riprendere i mano cristiana i territori ora in mani turche.

La spedizione fu condotta da Luigi VII di Francia assieme all'imperatore Corrado III di Svevia; i questa occasione i Templari ebbero modo di dimostrare le loro capacità belliche supportando l'esercito francese con la loro disciplina sul campo di battaglia, una qualità di cui i Crociati francesi si dimostrarono carenti di fronte alle imboscate turche.

Dopo diverse vicissitudini sul campo di battaglia, Luigi VII e Corrado III si incontrano a Palmae presso Acri discutendo la strategia assieme a Baldovino III e ai maestri del Tempio e dell'Ospedale, Roberto di Craon e Raimondo di Puy. A dispetto delle motivazioni per cui era nata la spedizione, fu deciso di distogliere l'attenzione da Edessa per attaccare Damasco città più vicina e strategica. Raggiunta Damasco, l'armata cristiana si ritira senza una spiegazione univoca sugli eventi.

La Seconda Crociata possiamo dire che terminò con l'assedio di Damasco nel 1148 che pose fine all'avventura del Re di Francia e dell'imperatore di Svevia.

Riguardo i Cavalieri Templari, la Seconda Crociata non rappresentò un'esperienza completamente fallimentare: il loro valore militare che avevano mostrato sul campo di battaglia al fianco dei Crociati francesi e i privilegi che gli furono riconosciuti dal papato, permisero al Tempio di consolidare negli anni seguenti la propria presenza sul territorio, sia in Oriente che in Occidente, in maniera sempre più solida e capillare.

Le battaglie dei Templari e l'avvento di Saladino

Re Baldovino III, per riscattare il fallimento di Damasco, decise di attaccare Ascalona appoggiato dall'Ordine dei Templari con a capo il nuovo Maestro Bernardo di Tremelay; molti di essi furono massacrati, sebbene la città cadde nel 1153.

Negli anni a venire vi furono diverse battaglie fra cristiani e musulmani fin quando comparve sullo scenario di battaglia una figura che cambiò radicalmente il profilo del Regno cristiano: il suo nome era Saladino.

Nel 1187 Saladino combatté contro l'esercito cristiano nella battaglia di Hattin, i cristiani erano inferiori per numero e sfiancati dalla sete per assenza di rifornimenti di acqua. Saladino sterminò gran parte dell'esercito e face giustiziare i Templari catturati; solo il loro Maestro fu risparmiato dovendo però spianare la strada a Saladino per la conquista di Gerusalemme. Caddero dopo Tiberiade anche le città di Acri, Haifa, Cesarea, Arsuf, Giaffa, Tibnin, Sidone, Biblo, Beirut, Gaza e Ramla; Saladino entrerà in Gerusalemme il 2 ottobre 1187.

In Occidente arriva la notizia della perdita di Gerusalemme e la narrazione popolare vuole che a siffatta notizia il Papa Urbano II fu stroncato da un infarto; a questi successe Papa Gregorio VIII che il 29 ottobre 1187 emana la Bolla "Audita Tremendi" profilando all'orizzonte una nuova Crociata.

La terza Crociata

Nel 1187, Papa Gregorio VIII indisse una Terza Crociata con lo scopo di riconquistare Gerusalemme a cui partecipò anche Riccardo Cuor di Leone Re di Inghilterra. Intanto Acri era stata riconquistata e Riccardo recuperò anche Cesarea e Arsuf quest'ultima conquistata in una battaglia che vide sconfitto Saladino; Riccardo conquistò anche Cipro accarezzando l'idea di volgere le sue attenzioni a Gerusalemme ma fu dissuaso sai latini di Oriente e anche dagli stessi Templari e Ospedalieri; Riccardo accondiscende e punta su Ascalona, un obiettivo più praticabile la quale viene riedificata.

La quarta Crociata

Segui poi una Quarta Crociata nel 1202, una spedizione organizzata da Papa Innocenzo III per riconquistare Gerusalemme, ma poi eventi economici e politici fecero tradire lo scopo per cui era nata l'iniziativa facendo volgere le attenzioni su altri fronti di battaglia.

Sotto l'egida di Innocenzo III, a Roma si celebra il IV Concilio Lateranense che fu il più partecipato di tutto il Medioevo: oltre 400 gli alti ecclesiastici e 800 i prelati di rango inferiore. Tra i provvedimenti emanati vi fu il decreto noto come "Ad Liberandum" ove si chiamava la cristianità occidentale a una nuova spedizione in soccorso della Terrasanta.

La quinta Crociata

Innocenzo III muore nel 1216 e sale al Soglio Pontificio Onorio III che centralizza la predicazione della nuova Crociata. La Quinta Crociata ebbe come obiettivo la città di Damietta di cui ne fu preso il controllo nel 1219.

L'obiettivo diventa il Cairo verso cui i Crociati lanciano un'offensiva nel luglio 1221 lasciando un presidio a Damietta. Nella loro marcia verso la città, i cristiani si ritrovano in inferiorità numerica e con la cavalleria neutralizzata dall'apertura delle chiuse del Nilo operata dagli Ayyubidi. Bloccati in territorio nemico e in assenza di viveri, i crociati sono costretti a restituire Damietta e il fallimento fu totale.

La sesta Crociata

Nel marzo 1223 si torna a discutere di una nuova spedizione in Terrasanta, a questo incontro partecipano anche gli Ordini militari, la data fissata era per il 1225. Onorio III sollecita il coinvolgimento dell'imperatore Federico II assicurandosi la sua partecipazione per via matrimoniale: Federico II era rimasto vedovo di Costanza d'Aragona e accondiscende a sposare Isabella di Brienne che porta in dote la corona di Gerusalemme.

Nel marzo 1227 muore Onorio III e sale al Soglio Pontificio Gregorio IX il quale è determinato a far rispettare a Federico II l'impegno crociato che aveva assunto solennemente più volte ma sempre rimandato. Nell'estate del 1227 le sue truppe arrivano a Brindisi per dirigersi poi in Terrasanta ma dilaga una pestilenza fra i Crociati e la spedizione viene annullata. Gregorio IX va in rottura con l'Imperatore e lo scomunica.

Il 28 giugno 1228, Federico II salpa da Brindisi e raggiunge la Terrasanta essendovi già in corso delle trattative con l'Egitto. Federico II non può contare sull'appoggio del Papa il quale lo definisce nemico della fede in quanto scomunicato; il Clero, i Templari e gli Ospitalieri si allineano al Papa.

L'obiettivo di Federico II è recuperare Gerusalemme e attraverso un accordo diplomatico, il sultano d'Egitto è disposto a concedere la Citta Santa in cambio del libero accesso per i musulmani alle proprietà personali e ai luoghi di culto a partire dalla spianata del Tempio la cui restituzione ai Templari è dunque esclusa.

Nel 1225, la cosiddetta Sesta Crociata che aveva come obiettivo di riprendere Gerusalemme si conclude per vie diplomatiche, lasciando uno strascico di disaccordi fra l'imperatore e i Templari ai quali fu tolto ogni diritto sui locali del Tempio che erano stati la loro dimora in passato.

Nel 1244, la battaglia de La Forbie presso l'attuale Gaza, combattuta contro il futuro sultano egiziano Baybars, pose fine alle ambizioni dei cristiani gettando il loro regno in condizioni di profonda crisi. Gerusalemme fu saccheggiata e la Chiesa del Santo Sepolcro fu profanata e data alle fiamme, il dominio cristiano non sarebbe più tornato nella Città Santa.

La settima e ottava Crociata

Sotto la guida di Luigi IX di Francia, dal 1249 ebbero inizio nuovi tentativi di riconquista noti come Settima e Ottava Crociata. Fu ripresa Damietta ma nel tentativo di prendere la città di Mansura l'esercito cristiano e con lui i Templari furono terribilmente decimati. Damietta fu restituita ai musulmani e Luigi IX che era stato fatto prigioniero fu liberato a fronte di un ingente riscatto di 800.000 bisanti da pagare in due tranches. Per reperire i primi 400.000 bisanti i Templari svolsero un ruolo molto importante: il Commendatore dell'Ordine si rifiutava di concedere il prestito al Re di Francia in quanto il denaro da loro custodito era di terzi che glielo avevano affidato dietro giuramento di custodia. Era stato il Maresciallo templare a sbloccare lo stallo suggerendo a Luigi IX di impossessarsi del denaro con la forza; ciò avrebbe tolto dall'imbarazzo il Tempio che non si sarebbe visto accusare di avere infranto il giuramento di custodia.

La caduta di Acri e la fine delle Crociate

Il 1 maggio 1291 un esercito di settantamila cavalieri e centocinquantamila uomini appiedati arrivò sotto le mura di Acri. La città era cintata e i Templari avevano al suo interno una cittadella fortificata su un dirupo che dava sul versante costiero; la cittadella poteva essere difesa anche quando il resto della città fosse perduto e l'accesso al mare garantiva una possibilità di fuga. Il 4 maggio il sultano fece avanzare due giganteschi mangani, delle macchine da guerra simili a catapulte che lanciavano proiettili contro le mura dei castelli provocando l'apertura di brecce; il sultano mandò anche dei guastatori a minare le fondamenta delle mura. L'assedio proseguì fino al 15 maggio quando i guastatori fecero crollare la Torre Nuova; furono fatti preparativi per fare evacuare donne e bambini via mare attraverso il complesso dei Templari ma una violenta tempesta bloccò l'operazione. Il giorno seguente ebbe inizio l'assalto della città, si combatté per le strade mentre i Templari e gli Ospedalieri cercavano di difendere l'area portuale affinché la popolazione civile potesse fuggire; fu durante questi combattimenti che il Maestro Guglielmo di Beaujeu rimase mortalmente ferito, i Templari erano ormai privi di un capo. La città cadde il 19 maggio e la cittadella templare subito dopo una breve resistenza portata avanti dal Maresciallo dell'Ordine.

Cadde San Giovanni d'Acri e con essa si possono considerare definitivamente concluse le iniziative del mondo cristiano in Oriente passate alla storia come Crociate.

Con la caduta di Acri i cristiani lasciarono la Terrasanta e si spostarono a Cipro dove insediarono la loro sede centrale. Il nuovo Maestro Tibaldo Gaudin portò con se il tesoro dei templari e i loro archivi, assieme a lui c'era anche Jacques de Molay che in seguito divenne l'ultimo Maestro dell'Ordine dopo la morte di Gaudin avvenuta nel 1292.

Non più guerrieri in Terrasanta ma banchieri in Occidente

Il sogno delle Crociate era ormai perduto, Gerusalemme non era più cristiana, l'occidente aveva ormai perso il suo interesse a mobilitare forze e risorse economiche per altre iniziative di riconquista. I Templari non avevano più il ruolo di difensori della Terrasanta e spostarono le loro attenzioni verso i possedimenti che avevano in Occidente sviluppando una fiorente attività finanziaria grazie ai lasciti e alle donazioni accumulate nel corso degli anni.

Spesso nelle loro case venivano depositati documenti, denaro, gioielli e altri beni. In Francia molti nobili avevano con i Templari dei conti correnti in cui venivano versati regolarmente i loro redditi e di cui l'Ordine si serviva per pagamenti a favore dei suoi clienti. Nel XIII secolo, sempre in Francia, l'Ordine funse da tesoreria dei re. Essi organizzavano anche trasferimenti di denaro da una località all'altra e si rivelarono importanti per prestiti a favore di sovrani in Occidente.

Le loro ingenti ricchezze li resero un facile bersaglio da parte del potere secolare di Francia intenzionato a mettere le mani sui loro beni per risanare le casse del Regno; fu questa la ragione per cui i Templari dopo essere stati dei pellegrini, dei guerrieri e dei banchieri, agli occhi di molti divennero anche degli eretici.

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