rennes le chateau

(Rennes le Chateau)

Il mistero che circonda il piccolo paese di Rennes le Chateau fonda le sue radici nelle vicende accorse al curato della chiesa del villaggio Bérenger Sauniére a cavallo tra la fine dell'800 e gli inizi del '900 il quale sarebbe divenuto in possesso di un tesoro o segreto particolarmente scottante. Solo dalla seconda metà del '900 e con la pubblicazione dei primi libri sulla vicenda e anche grazie ad alcuni documentari, la storia di Rennes le Chateau si avvolge di mistero e iniziano a proliferare teorie sull'esistenza di un tesoro nascosto che attende ancora di essere ritrovato, forse non è di oro o argento che si parla, forse è qualcosa di molto più profondo che riguarda tutta la Cristianità.

Bérenger Sauniére e il mistero di Rennes le Chateau

Nel XIX secolo un povero prete di un villaggio sperduto nel Sud della Francia all'improvviso incominciò a spendere ingenti somme di denaro, da dove esso provenisse è da sempre considerato un mistero, forse aveva trovato un “tesoro”.
Il paese a cui facciamo riferimento si chiama Rennes le Chateau, ubicato nella parte meridionale della Francia nota come Linguadoca all'interno del Dipartimento dell'Aude di cui capitale è la città di Carcassonne.
Questa area geografica ha avuto nel corso dei secoli una storia turbolenta: dapprima dei Romani ha visto successivamente la presenza dei Visigoti, nel XIII secolo è stata la roccaforte dei Catari una setta cristiana di asceti annientata dal Re di Francia, quindi è stata territorio dei Cavalieri Templari che vi hanno eretto i loro castelli.
Vediamo ora di scoprire più da vicino il mistero che circonda questi luoghi, iniziando proprio dalla figura del suo protagonista, il prete Bérenger Sauniére.
Egli nacque a Montazels l'11 aprile del 1852 uno degli otto figli di Joseph e Marguerite Sauniére, studiò presso l'Istituto San Luigi a Limoux e poi aveva completato la preparazione nel seminario di Carcassonne dove era stato ordinato sacerdote nel 1879, quindi il 1 giugno del 1885 fu nominato curato di Rennes le Chateau.
Al suo arrivo nel piccolo paese, trovò una situazione di profonda povertà: le case cadevano a pezzi, le scorte di acqua potabile non erano sufficienti e il paese era raggiungibile per una strada percorribile solo a dorso di un mulo.

Le pergamene ritrovate a Rennes le Chateau

Anche la chiesa del paese versava in condizioni di precarietà tanto da indurre Bérenger a dare avvio a delle opere di restauro attraverso le modeste offerte che riceveva dai suoi parrocchiani.
Mentre il curato stava risistemando l'altare, rinvenne delle pergamene nascoste nell'incavo di una colonnina vuota al suo interno la quale era stata ricavata da un'antica colonna visigota riutilizzata dai costruttori della chiesa come sostegno dell'altare. Un'altra versione della storia, vuole che le pergamene furono rinvenute all'interno di una fiala di vetro posta in una colonna cava ai piedi della scalinata della torre.
Le pergamene, di cui oggi si dispone una copia di due di esse, erano scritte in latino e riportavano passi del Nuovo Testamento; da un esame delle stesse emersero dei messaggi segreti scritti in un codice criptato che in una pergamena prevedeva l'aggiunta al testo latino di lettere in soprannumero, mentre nell'altra pergamena con la dislocazione lungo il testo di lettere significative. La prima pergamena era molto difficile da decifrare ed è possibile che Bérenger abbia chiesto aiuto a qualcuno per questo compito; la seconda pergamena, invece, poteva decifrarsi più facilmente e fu riscontrato che il testo parlava di un tesoro appartenuto a Dagoberto II Re della dinastia merovingia del VII secolo.
Bérenger Sauniére avrebbe quindi mostrato le pergamene al suo Vescovo a Carcassonne quindi si sarebbe recato a Parigi per trovare aiuto nelle operazioni di decodifica delle pergamene che trovò in Emile Hoffet, nipote del direttore del seminario della chiesa di Saint Sulpice, il quale era esperto di studi linguistici.

Et in Arcadia Ego

Nel mentre, Bérenger si intratteneva con illustri personaggi della società parigina come il compositore Claude Debussy e la cantante lirica Emma Calvé. Si narra che visitò anche il museo del Louvre per acquistare delle riproduzioni di alcuni quadri fra cui spicca l'opera “I pastori d'Arcadia” di Nicolas Paussin, nella quale viene raffigurata una tomba e dei pastori che attirano l'attenzione dell'osservatore su una scritta: Et in Arcadia Ego per alcuni traducibile come “Anch'io, la Morte, sono in Arcadia”; inoltre, la tomba raffigurata nel dipinto risulta molto simile a quella che si trova lungo la strada che da Rennes le Chateau conduce a un piccolo villaggio di nome Arques.
Questo ci fa pensare che fin dal XVII secolo il pittore Paussin fosse al corrente di un importante segreto ed abbia voluto lasciarne testimonianza con il suo quadro; un'ipotesi forse attendibile visto che quando fu decifrata la prima pergamena, fra le altre cose ivi scritte, si poteva leggere: “Paussin detiene la chiave”.

La tomba di Marie de Négre d'Ables

Tornato al suo paese dal viaggio a Parigi, Bérenger Sauniére fermò i lavori di restauro alla chiesa con l'intenzione di proseguire lui personalmente. Nel 1891 innalzò una statua alla Vergine Maria a fianco dell'ingresso della chiesa e come basamento utilizzò la parte della colonna cava dove aveva ritrovato le pergamene, sulla colonna aveva quindi inciso la frase “Mission 1891”.
Altre opere di restauro riguardarono il cimitero annesso alla chiesa fra le cui tombe vi era una particolarmente antica e significativa, la tomba di Marie de Négre d'Ables che nel XVIII secolo fu contessa di Hautpoul. Si narra che Bérenger avesse eliminato un'iscrizione alquanto misteriosa sulla lastra tombale della contessa che si riteneva da molti la vera chiave di decifrazione del testo della prima pergamena.

Terribilis est locus iste

Bérenger Sauniére iniziò ad avere uno strano comportamento: i paesani lo vedevano spesso passeggiare per la campagna con una pesante valigia o visitare delle antiche miniere abbandonate nella zona circostante e anche allontanarsi inspiegabilmente per alcuni giorni.
Nel frattempo mostrava di possedere una notevole quantità di denaro con cui dapprima restaurò completamente la chiesa realizzando delle decorazioni, sculture e pitture straordinarie oltre a far incidere sulla soglia della chiesa il monito: “Terribilis est locus iste” ossia “Terribile è questo luogo”.
L'interno della chiesa abbondava di dettagli o forse di indicazioni messe li apposta per offrire la chiave di lettura del grande segreto scoperto e custodito da Bérenger Sauniére.
Oltre alla chiesa, il curato fece restaurare gran parte delle case del villaggio e realizzò una nuova grande vasca per la raccolta di acqua potabile oltre al rifacimento della strada che conduceva al paese per renderla carrabile.

Villa Betania e la Torre Magdala

A fianco alla chiesa fece costruire una villa con giardino e belvedere che chiamò Villa Betania e la cosiddetta Torre Magdala destinata ad ospitare la sua vasta biblioteca. Nelle intenzioni di Bérenger la nuova villa avrebbe dovuto ospitarlo in tarda età per trascorrere gli anni della sua vecchiaia ma diventò presto una sorta di casa per ricevimenti con personaggi illustri tra cui Emma Calvé, il Segretario di Stato per la cultura e l'Arciduca Giovanni d'Asburgo.

Le spese e il conflitto con la Chiesa

Per tutti questi interventi di ammodernamento si stima che Bérenger abbia speso almeno 190.000 franchi che ad oggi corrisponderebbero a svariati milioni di euro.
Nel 1910 i nuovo Vescovo della diocesi aveva incominciato a trovare sospetto il tenore di vita del curato tanto da convocarlo davanti alla Corte ecclesiastica al fine di fornire delle spiegazioni. A nulla valsero i suoi tentativi di fornire una spiegazione plausibile a tanta disponibilità di denaro e, accusato di mentire, fu interdetto dal celebrare messa e gli era stato intimato di consegnare ogni suo avere alla Chiesa nel rispetto del voto sacerdotale di povertà.
Bérenger Sauniére si rifiutò di obbedire e entrò in conflitto con il Vescovo e le autorità ecclesiastiche e vista l'impossibilità di celebrare messa all'interno della chiesa del paese, fece erigere un altare a Villa Betania dove poter continuare a celebrare messa per il resto della sua vita.

La morte di Bérenger Sauniére

Bérenger Sauniére morì nel 1917, sul letto di morte si era confessato al prete della vicina parrocchia il quale una volta uscito dalla stanza del curato era completamente sconvolto in viso; al momento della morte, Bérenger era in condizioni di povertà ma sono in molti a credere che avesse trasmesso il suo tesoro alla perpetua Marie Dénarnaud.
Ella continuò a vivere a Villa Betania anche se con molta fatica per mantenere la proprietà, così nel 1946 la villa passò ad un certo Noel Corbu, un turista in visita a Rennes le Chateau che era rimasto attratto dal singolare edificio e Marie continuò a trascorrere gli ultimi anni della sua vita nel presbiterio.
Marie conosceva il segreto di Bérenger e fece intendere al nuovo acquirente della villa Corbu che glielo avrebbe rivelato assieme al modo per recuperare il tesoro. Purtroppo, Marie fu colpita da un ictus e impossibilitata a parlare morì nel 1953 portando con se il segreto del curato Bérenger Sauniére.

Il tesoro di Rennes le Chateau

A questo punto, dopo aver preso in esame la vicenda e il mistero che da anni vi è su Rennes le Chateau, è lecito domandarsi in cosa sia mai consistito il tesoro ritrovato da Bérenger Sauniére.

Il tesoro dei Visigoti

Un'ipotesi fa risalire il tesoro ai Visigoti. Nel 410 d.C. avevano saccheggiato Roma portando via con loro ingenti tesori tra cui il grande candelabro a sette bracci che l'Imperatore Tito aveva prelevato dal Tempio di Gerusalemme nel 71 d.C.
Nel V secolo i Visigoti stabilirono un regno nel nord della Spagna e nella parte meridionale della Francia e il tesoro, se realmente era custodito in quei luoghi, doveva essere passato nelle mani di Clodoveo sovrano della dinastia dei Merovingi. Ricordiamo che la seconda pergamena menzionava che il tesoro era finito a Dagoberto II ossia un merovingio sposato con una principessa visigota stanziata a Rhedae quella che sarebbe diventata la moderna Rennes le Chateau.

Il tesoro dei Catari

Si afferma anche che i Catari prima di essere annientati nel 1244 fossero riusciti a trasferire le loro conoscenze ai massoni che da quel momento furono i depositari del segreto del tesoro.

Il luogo sacro

Alcuni autori sostengono che il segreto di Rennes le Chateau sarebbe visibile a tutti nel paesaggio che circonda il villaggio: questo luogo, assieme ad altri quattro siti posti sulle cime delle colline, formerebbe un perfetto pentagono a testimoniare una sacralità mistica dei luoghi per gli antichi loro abitanti.

Il Priorato di Sion

Di sicuro interesse, parlando del segreto o tesoro di Rennes le Chateau, è la storia del Priorato di Sion un'antica società segreta alla quale venne attribuito un potere occulto sui Cavalieri Templari, un'organizzazione che ancora oggi sarebbe attiva.

Nel 1090, Goffredo di Buglione sarebbe stato il fondatore di un Ordine segreto chiamato Ordine di Sion dal nome dell'abbazia di Notre Dame sul Monte Sion a Gerusalemme, dove i monaci avevano dimora. Con la caduta di Gerusalemme nel 1187 ad opera di Saladino, l'Ordine monastico aveva fatto rientro in Francia e venne successivamente ristrutturato ad opera del nuovo Gran Maestro Jean de Gisors, assumendo il nome di Priorato di Sion.

Si afferma che fra i Gran Maestri del Priorato di Sion vi furono nomi illustri come: Botticelli (1483 - 1510), Leonardo da Vinci (1510 - 1519), Robert Fludd (1595 - 1637), Robert Boyle (1654 - 1691), Isaac Newton (1691 - 1727), Massimiliano di Lorena, fratello di Maria Antonietta (1780 - 1801), Charles Nodier (1801 - 1844), Victor Hugo (1844 - 1885), Claude Debussy (1885 - 1918), Jean Cocteau (1918 - 1963).

Il nome del Priorato di Sion risultava essere registrato presso la prefettura di Saint Julienen Genevois una città vicino a Ginevra in data 1956. Lo statuto attuale si compone di 22 articoli, nell'articolo 2 si legge che "l'Associazione prende il nome di Priorato di Sion ed il sottonome di CIRCUIT (Chevalerie d'Institutions et Règles Catholiques, d'Union Indépendante et Traditionaliste"; lo scopo dell'associazione è la fondazione di un Ordine cattolico, con l'intento di ricreare in forma moderna, pur preservandone l'antico carattere, un cavalierato in grado di promuovere un ideale altamente morale e di porsi come elemento trainante per un immediato e concreato cambiamento delle regole di vita dell'umanità.

L'organizzazione interna del Priorato di Sionsi articola in nove gradi gerarchici dove ciascun grado conta un numero di adepti tre volte maggiore di quello superiore; al grado più basso vi sono6561 novizi, mentre il grado più alto è occupato dalla figura del Gran Maestro che rappresenta il capo supremo dell'organizzazione.

Fra gli obiettivi che si pone il Priorato di Sion vi sarebbe anche la restaurazione della dinastia dei Merovingi sul trono di Francia; questo ci porta a prendere in esame la leggenda del Santo Graal, un mistero non pienamente risolto su cosa sia esattamente, la tradizione afferma essere il calice usato da Gesù nell'ultima cena ma nei manoscritti sul Graal più antichi si legge Sangraal o Sagreal che può intendersi anche come Sang Réal ossia "Sangue Reale" e questo ci porta ad esaminare il punto che segue sulla storia di Gesù e Maria Maddalena.

Gesù e Maria Maddalena

Forse il vero tesoro ritrovato da Bérenger Sauniére non consisteva in qualcosa di materiale bensì in un segreto molto pericoloso tanto da pagare lautamente il curato affinché non lo divulgasse.
Infatti, strettamente correlato con quanto da ultimo detto, vi è la storia secondo la quale Gesù avrebbe sposato Maria Maddalena da cui ebbe origine una genealogia. Dopo la crocifissione, Maria Maddalena e i suoi figli avuti con Gesù avrebbero raggiunto via mare il sud della Francia per annunciare la buona novella; i merovingi sostengono proprio di discendere da Maria Maddalena e quindi potevano ritenersi i discendenti di Cristo.
Una seconda versione di questa storia, vede Gesù che non sarebbe morto sulla croce ma sopravvissuto avrebbe raggiunto il sud della Francia dove sarebbe vissuto ancora a lungo. Il suo corpo sarebbe sepolto in questi luoghi e la conoscenza del vero sito sarebbe un segreto conosciuto solo da pochi eletti. L'abate Bigou che fu parroco a Rennes le Chateau nel XVIII secolo sarebbe stato uno di questi ed è sempre lui che avrebbe nascosto le pergamene prima di partire in esilio per la Spagna al tempo della Rivoluzione Francese; Bérenger Sauniére, che da alcuni autori come Lincoln autore del libro The Holy Blood and the Holy Grail, era considerato un membro del Priorato di Sion aveva ritrovato le pergamene scoprendo la verità delle dinastie merovinge ma aveva preferito portarsi il segreto nella sua tomba.


La storia di Rennes-le-Chateau e la vicenda di Bérenger Sauniére hanno finito per interessare molti studiosi e ricercatori oltre che semplici curiosi, fino ad ora il tesoro non si è trovato e il dibattito sulla sua esistenza e il segreto che lo circonda è più che mai attivo nella nostra epoca dove abbondano libri e documentari sull'argomento.
Forse il tesoro non c'è mai stato o forse questo è già sotto i nostri occhi.

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