malicidio

(Malicidio di San Bernardo, Laboratores, Bellatores, Oratores)

Secondo il pensiero di San Bernardo, l'uccisione di un infedele in quanto nemico della fede deve essere considerata come un "malicidio" e non come un omicidio, ossia come l'estirpazione del male assoluto. Il questo modo San Bernardo, attraverso la sua teorizzazione di malicidio, legittima la guerra portata avanti dai Cavalieri Templari contro gli infedeli rendendoli espressione di una sintesi fra quelle che erano le classi sociali in cui era suddivisa la società fra Laboratores, Bellatores e Oratores.

I Frati guerrieri

Con il Concilio di Troyes che si aprì nel gennaio del 1129 si volle discutere sulla costituzione di un Ordine religioso e militare, ma non si trattava semplicemente di istituire un corpo militare ispirato ai valori religiosi bensì bisognava trovare il modo di dare canonicamente vita a un ordine di frati abilitati alla guerra e all'omicidio.

Il rischio era che questo Ordine potesse cadere sotto il controllo del potere laico; per far si che esso potesse servire ad esclusivo vantaggio della Terrasanta, bisognava svincolarlo da qualsiasi autorità e renderlo soggetto soltanto alla Chiesa ossia doveva essere un Ordine Monastico.

A questo punto si posero una serie di problemi che il fondatore dell'Ordine il cavaliere Hugues de Payns dovette affrontare.

Infatti, la morale cristiana aveva da sempre rifiutato la professione della guerra, sebbene in nessun passo dei Vangeli troviamo giudizi di condanna; fin dai primi tempi del cristianesimo la scelta militare da parte di un catecumeno veniva intesa come un atto di disprezzo verso la legge di Dio.

La lotta condotta dalla Chiesa per affrancarsi dalle interferenze del potere laico, favorì una evoluzione del pensiero cristiano, mostrando la necessità che i pontefici disponessero di una milizia posta sotto il loro comando da convocare in casi di emergenza.

Lo stesso Papa Gregorio VII (Ildebrando da Soana) aveva benedetto il servizio dei cavalieri che prestavano il loro servizio a favore della Chiesa, ma non erano di certo dei monaci bensì dei laici che avrebbero in ogni caso ricorso allo strumento della guerra.

Hugues de Payns e San Bernardo

Il problema di fondo che si pose era come conciliare due ideali apparentemente fra loro contrapposti e Hugues de Payns trovò un uomo che poteva aiutarlo in questa ardua impresa: un mistico eccezionale dotato di grandi doti comunicative, era Bernardo di Clairvaux.

Hugues de Payns si rivolse a Bernardo durante uno dei suoi viaggi in Occidente e gli consegnò una presunta lettera scritta da Baldovino II dove il Santo veniva pregato di redigere una Regola monastica adeguata per i Cavalieri Templari; si trattava di una Regola che fosse compatibile con la necessità della guerra e al contempo fosse adatta per un Ordine religioso.

Bernardo, esperto conoscitore della vita condotta dalla cavalleria laica, inizialmente dubita che si possa conciliare il ricorso alla guerra con un Ordine religioso: i cavalieri laici erano arroganti, avevano il gusto per il lusso e l'ostentazione, il disprezzo per la vita umana e predisposizione all'aggressività e alla violenza.

Come poteva essere possibile che dei cavalieri che conducevano un siffatto stile di vita potessero da un giorno all'altro rinunciarvi?

Una possibile soluzione in realtà c'era.

Bernardo e Hugues de Payns sapevano che c'era un'unica via da seguire ossia isolare quei cavalieri che possedevano un sentimento religioso più spiccato degli altri e indottrinarli per prepararli alla vita del nuovo Ordine lungo un sentiero di disciplina estremamente rigido.

San Bernardo era un uomo che mai sarebbe sceso a patti con le proprie convinzioni e fece attendere lungamente Hugues de Payns prima di dare una risposta se fosse disposto a patrocinare moralmente la nascita dell'Ordine. Bernardo, infatti, era riuscito a trovare una formula che potesse accontentare il Papa e Baldovino II senza tradire le intenzioni dei primi Cavalieri del Tempio.

In lode della nuova milizia

Siamo intorno al 1135 – 1137 quando Bernardo compone un trattato intitolato “In lode della nuova milizia” dove egli era riuscito ad elaborare un modello di santo guerriero nella figura del Cavaliere Templare conciliando la loro originaria spiritualità con le tendenze che dominavano la cultura religiosa dell'Europa di quei tempi.

Nel concilio di Pisa del 1135, il Papa Innocenzo II segna un momento importantissimo per l'Ordine Templare ratificando la Regola di Bernardo.

Bernardo si rende conto che il nuovo modello dei Cavalieri oblati al Sepolcro non è in contraddizione con le sue convinzioni: tale modello offre ai cavalieri una via per rifuggire la perdizione e la violenza del secolo in quanto li vincola ad usare le armi per la difesa di una causa giusta.

Il punto centrale del ragionamento era quello relativo all'intenzione di penitenza dei Cavalieri oblati al Sepolcro, connotazione che descriveva perfettamente la primitiva confraternita di Hugues de Payns.

Il Cavaliere Templare, infatti, era colui che per espiare i suoi peccati metteva la sua vita a repentaglio per difendere la Terrasanta; se egli muore è caduto per la difesa della Chiesa e della Fede.

San Bernardo e la teorizzazione del Malicidio

Il punto centrale del pensiero di Bernardo era il concetto di “malicidio” (non omicidio) ossia l'uccisione dei saraceni significava assassinio degli assassini ossia l'eliminazione di coloro che si fanno strumenti di male; attraverso il malicidio l'uccisione di un infedele viene considerato un servizio meritevole reso a Dio.

Secondo il pensiero di San Bernardo sul malicidio, i Templari potevano fare molto per il presidio della popolazione cristiana in Terrasanta ma, per rendere ciò possibile, il Tempio aveva bisogno di una disciplina durissima tale da frenare l'orgoglio personale per sottomettersi ad un regime di obbedienza assoluta, rinunciando persino al loro libero arbitrio per rimettersi completamente alla volontà dei loro superiori.

Nel 1139 il Papa Innocenzo II emise il famoso privilegio apostolico intitolato “Omne datum optimum”: ai Templari veniva concessa una completa autonomia dalla gerarchia ecclesiastica regolare e secolare, l'Ordine obbediva soltanto al Papa.

Inoltre, ai Templari fu concesso di avere sacerdoti propri svincolati dalla sottomissione ai Vescovi e anche una serie di vantaggi economici nella misura in cui il Tempio era esente dalle imposizioni fiscali affinché tutte le sue risorse fossero devolute all'impegno in Terrasanta.

Se Dio ha diviso la società in tre Ordini fondamentali, affidando a uno la missione di pregare per tutti (gli uomini di religione), a uno di lavorare per tutti (i contadini e gli artigiani) e uno di combattere per difendere i primi due (la nobiltà), nei Cavalieri del Tempio si compie una perfezione terrena e spirituale in quanto essi uniscono in se stessi la missione delle due classi superiori ossia la Chiesa e la nobiltà, divenendo in un certo senso i pilastri del mondo.

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